lunedì 30 giugno 2008

Poesie e riflessioni ─ Ode alla morte, ma non ho alcuna intenzione di morire.

Mettendo ordine nella mai scrivania ho reperito il mio vecchio quaderno di poesie della prima media.
Incuriosito l'ho aperto e ho trovato l'ultima poesia che ho scritto in prima media: O Dolce Morte.
Come s'intuisce dal titolo è un'ode alla morte, la scrissi per un compito in classe e... fu un disastro!
I miei compagni di scuola mi hanno preso per il culo per almeno due mesi, ma questi sono dettagli; ora sono un uomo diverso io, uno che sa farsi rispettare! (sì, come no -.-)
L'ho riletta, ho ripensato all'enorme risata che ha fatto tutta la mia classe (professore compreso) al solo udire il titolo e ho decio di postarla nel mio piccolo blog.
Voi (mi riferisco al manipolo dei miei irriducibili lettori) siete più intelligenti dei miei (ex) compagni di scuola, senza contare, poi, che il mio professore è un idiota che non sa fare altro che grattarsi le palle per tutto il tempo >.<. Pensate che qualcuno mi ha detto anche: "Ma almeno cambiale il titolo! Ehi, un momento! Ci sono! Chiamala Dolce Vita!!"
-.- Tanto valeva cambiare completamente poesia, no?-.-
Io ve la posto qui e, siccome prevenire è sempre meglio che curare, anticipo alcune possibili domande:

D: Allora dove l'hai copiata? Non ci credo che avevi 10 anni quando l'hai scritta, nossignore! Non ci credo nemmeno un po'! Rispondi: quanti anni hai VERAMENTE?

R: Non l'ho copiata; puoi cercarla quanto vuoi, al massimo troverai solo quella che sto postando adesso. Ho quattordicianni, quando l'ho scritta ne avevo dieci, perché questa domanda? Ti pare così bella mia poesia? Per me è non è né brutta né bella, ma sei libero di pensarla come vuoi.

D: Ma perché proprio la morte? Sai che sei strano? Ti pare normale fare un'ode alla morte? Praticamente è come firmare la propria condanna a... a... a morte!!

R: Allora, non volevo fare le poesie sulla nonna carmela o sull'agnellino come ha fatto metà della mia classe. Non voglio morire (come da titolo). Firmare la propria condanna a morte? Ma che ti sei fumato 0.ò?

D: 6 1 frocio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1111111111! uno uno uno unoooooooo

R: Questa non è una domanda -.-
Capito? Quindi, prima di commentare, leggete!

Ecco la tanto attesa poesia:

O Dolce Morte.

"O Dolce Morte
Vieni a prendere chi vive in questo mondo, paragonabile a un forte.

O Dolce Morte
Tu sei una dolce canzone, di tutte la più forte
vieni a prendere i defunti per portarli in un mondo migliore
dove si può ridere e scherzare per ore.

O Dolce Morte
Tu apri quelle porte
che ci conducono in paradiso
per poi svanire lasciandoci un sorriso

O Dolce Morte
Triste è questo compito che svolgi con mani corte
perché separi le persone dai loro affetti,
ma loro ti guardan sempre con tutti i rispetti."

Fine.

Leggetela, commentate, fatemi capire se sono così negato nello scrivere poesie ;)!

La poesia nella pagina del mio quaderno di prima media (ho usato lo scanner, non so se lo conoscete). L'ulteriore riprova che avevo dieci anni quando l'ho scritta (anche se non si capisice quasi nulla, la calligrafia è da un bimbo di dieci anni XD).

Non credo proprio che la morte sia un teschio incappucciato che se ne gira tranquillamente con una falce, in ogni caso, quando morirò ve lo farò sapere (se sarete ancora vivi, s'intende XD).

Al prossimo post ;)! (questo sì che è originale -.-)

12 commenti:

Valberici ha detto...

Concordo sull'immagine positiva della morte.
Del resto chi mi conosce sa che ho sempre "amato" la morte.
Molte volte ho tratto consolazione dall' immaginarla come una bella e compassionevole signora.

Riguardo alla qualità della poesia, beh, non è eccelsa, ma se consideriamo che l'hai scritta in prima media non capisco proprio cosa avesse da ridere il tuo insegnante.

Ora per dire se hai un futuro da poeta aspettiamo le tue attuali composizioni. ;)

Lo Sparviero ha detto...

Valberici: Evviva! Un commentatore! Sarà un miraggio? Ah, ma sei tu Valberici! Che piacere vederti nel mio umile e modesto blog.
Concordo anche io sulla positività della morte e anche sulla qualità della mia poesia. Il mio insegnante era un cretino, non ho altro da aggingere ;).
E vabè, mi metto a lavoro per una composizione più attuale e vediamo che ne pensi :).
Grazie di essere passato!

Fabrizio ha detto...

No, si vede che è il prodotto di un bambino. Soprattutto per la metrica.
Ma va anche bene così, nessuno dovrebbe pretendere di più.

Mi fa strano che tu abbia avuto questo slancio creativo verso la morte, a 10 anni.
Non te la stavi passando molto bene, mi sa... :)

C'è anche da dire che la cosa sta andando particolarmente di moda, tra i tuoi coetanei.

Va bin.
Valberici ha posato il suo sguardo cordiale su di te. E io tengo in buon conto l'opinione di Messer Val.
Prometti bene.
Coltiva i tuoi interessi narrativi e il tuo cervello. Non essere troppo radicale nelle tue opinioni.
Non fidarti troppo della prosa Gamberettiana e cerca di trovare una TUA via.


Bbada, che se ti trasformi in un bimbominchia, ci metto niente ad effettarti con la mia katana...

;)

Fab

Lo Sparviero ha detto...

Fab: Sai, non sapevo su che cosa farla la poesia, allora apro il quaderno di quinta elementare e trovo "I morti" (l'autore non me lo ricordo) e allorra quella è stata una fonte d'ispirzione eccellente ;).
Non ti preoccupare troverò la mai via e non diventerò un bimbo minkia: la tua katana mi fa troppa paura!
Grazie anche a te di essere passato :)!

Auletride ha detto...

L'insegnante che ride e ti prende in giro con la classe è un cretino a prescindere dalla qualità della poesia (che è un po' infantile ma non ha niente di ridicolo! Le altre erano tanto meglio?)
Comunque io la morte ormai me la immagino come nei libri di Pratchett...

Lo Sparviero ha detto...

Auletride: Concordo con te, mezza classe l'ha fatta sull'agnellino, l'altra metà sulla nonna Carmela ;).
Pratchett non lo conosco né l'ho mai letto e me ne ramamrico profondamente, andrò a comprare qualche suo libro. Hai qualche buon titolo da propormi :)?

Auletride ha detto...

Terry Pratchett scrive fantasy demenziale (che in Italia, tanto per cambiare viene classificata "per ragazzi"!), personalmente lo adoro, ma può piacere o meno a seconda che si gradisca il suo humor tipicamente britannico...
Mi dicono che le traduzioni segano via metà del divertimento, e non solo per i giochi di parole che inevitabilmente svaniscono, ma anche per scelte discutibili (tanto per dire, la Morte, appunto, sarebbe maschile in inglese, mentre in italiano diventa una signora...)
Comunque puoi provare (per restare in tema) con "Mort" (Morty l'apprendista) :)

Valberici ha detto...

Guarda che i dati sul longbow li ho presi sull' encyclopedia britannica, se vuoi ti dò il link.:P
Io non ho mai usato un arco inglese quindi mi pare logico che devo prima informarmi leggendo testi affidabili.
Penso che anche gamberetta faccia lo stesso, non credo abbia provato di persona tutto ciò che afferma ;)
Io comunque uso l'arco da quando avevo la tua età. :D

Hai troppa ansia di polemizzare, calma, anche se capisco che per un ragazzo della tua età e importante nutrire la propria autostima cercando l' apprezzamento e la lode ;)

Lo Sparviero ha detto...

Valberici: No, guarda, innanzi tutto mi scuso con te, ma non appena ho visto su Wikipedia le parole "Micidiale" "300 metri" (che poi erano le stesse del tuo commento) ho perso un po' la testa. Va bene informarsi su Wikipedia, ma non copiare parola per parola (SO che tu non l'hai fatto, e se l'hai fatto sarà stato involontariamente). Sono un po' impulsivo, lo ammetto, ma non ho "nutrito la mia autostima" e non sono in cerca di "apprezzamento e lodi".
I complimenti mi fanno piacere, certo, come negarlo? Ma, a mio parere, sono solo per chi vuole sentirseli dire.
Se non polemizzo, amico mio, allora come cresco? Come mi faccio le mie opinioni? Come le esprimo?

Valberici ha detto...

Tranquillo, non mi offendo certo, ed è probabile che chi ha scritto sulla Wiki ha copiato dalla Britannica. ;)

Comunque non c'è niente di male a polemizzare, lo faccio anch'io con piacere, ma bisogna rimanere "freddi" e calmi.
Io sto semplicemente cercando di "invischiare" gamberetta in una discussione sterile, tutta basata sulla logica.
Domani, se ho voglia, le farò notare che la mia frase "Comunque un longbow era letale a trecento metri e si usavano freccie con punta aguzza, capaci di perforare pesanti corazze (Crecy)." è assolutamente esatta.
Infatti:
Il longbow è letale a trecento metri.
A Crecy hanno usato frecce "bodkin" in grado di perforare un'armatura pesante.


Non ho mai detto che un arciere ha ucciso un cavaliere francese a trecento metri ;)

Comunque appena ho tempo farò una prova con una freccia scagliata dall'alto su una lamina d'acciaio di tre millimetri di spessore.
Purtroppo userò frecce di carbonio con punta d'acciaio moderno.
Però, a questo punto, son curioso di vedere che succede.
Ricordiamoci che quando si tira qualcosa dall'alto verso il basso entra in gioco la forza di gravità. ;)

Lo Sparviero ha detto...

Valberici: Ma vai! Ho rotto la barriera dei 6 commenti! Forse Gamberetta non ha tanto voglia di essere "invischiata", in ogi caso, dopo che hai finito la tua prova vieni nel mio blog ed ammira le sue nuove "Perle di Scrittura Teatrale". Effettivamente, ho parlato solo di recitazione, ma ho fatto solo un piccolo ed insufficiente accenno al copione di un'opera teatrale. Ah! Che errore increscioso ho commesso! Ma non temete! Il vostro Sparviero risolverà tutto domani stesso!
Buon esperimento ;)!

DelemnO ha detto...

Bhe considerato la giovane età di quando la scrivesti rivela invece una sensibilità molto acuta. Di solito nessuno di coloro che parlano di morte desiderano morire, è così difficile da capire per la gente? Nè chi dipingeva trionfi della morte e danze macabre nel medioevo, nè chi scrive testi death e/o black metal oggi. Si tratta piuttosto di un modo di esorcizzarla, imho.